{"id":35,"date":"2022-12-15T11:56:29","date_gmt":"2022-12-15T11:56:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.museiricadi.it\/esplora\/?post_type=punti_di_interesse&#038;p=35"},"modified":"2023-05-03T13:37:32","modified_gmt":"2023-05-03T13:37:32","slug":"ponte-ferroviario-sulla-fiumara-brace","status":"publish","type":"punti_di_interesse","link":"https:\/\/www.museiricadi.it\/esplora\/punti-di-interesse\/ponte-ferroviario-sulla-fiumara-brace\/","title":{"rendered":"Ponte Ferroviario sulla Fiumara Brace"},"content":{"rendered":"\n<p>La nascita del ponte della Brace, risale al finire dell\u2019Ottocento quando si doveva decidere il tracciato della linea ferroviaria. In quegli anni ci fu una grandissima disputa, tra le citt\u00e0 di Tropea e Monteleone: entrambe rivendicavano il passaggio della strada ferrata e una stazione propria.<\/p>\n\n\n\n<p>Il quesito era se la ferrovia dovesse percorrere la via litoranea oppure quella interna, deviando dal fiume Angitola. Era in gioco il profitto economico, il prestigio, la ricchezza. I tropeani seppero essere uniti e determinati, risultando cos\u00ec vincenti dopo lunghe e appassionate battaglie. La base operativa fu il consiglio comunale presieduto dal Sindaco Antonio Toraldo.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u20198 febbraio del 1884, con una seduta straordinaria, l\u2019organo comunale vot\u00f2 all\u2019unanimit\u00e0 un\u2019istanza da presentare al Governo del Re ed un invito a proseguire celermente i lavori della linea Eboli-Reggio Calabria, mantenendo inalterato il tracciato litoraneo come era stato stabilito fin dall\u2019inizio.<\/p>\n\n\n\n<p>Per sventare gli attacchi della fazione avversa si ricorse ai pi\u00f9 valenti tecnici ed esperti di tracciati ferroviari. Il resto lo fece l\u2019indefessa opera dell\u2019aristocratico Carlo Toraldo, il quale, con i suoi frequenti viaggi a Roma, riusc\u00ec a intessere un\u2019abile opera persuasiva presso le autorit\u00e0 competenti e a svolgere un\u2019attenta e prudente attivit\u00e0 parlamentare all\u2019interno della Camera dei deputati.<\/p>\n\n\n\n<p>La ferrovia era stata conclusa nel 1895, ma i lavori erano iniziati da circa dieci anni.<\/p>\n\n\n\n<p>Per la prima volta, Reggio Calabria veniva direttamente collegata con Napoli e Roma e, attraverso la dorsale pi\u00f9 importante del sistema ferroviario nazionale, con Firenze, Bologna e Milano.<\/p>\n\n\n\n<p>Considerati i mezzi e le tecnologie dell\u2019epoca, i tempi impiegati per la costruzione della linea furono relativamente brevi. Fra le imprese costruttrici si distinse la Calderai di Nicotera, che si aggiudic\u00f2 la tratta Tropea-Ricadi-Gioia Tauro.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1894, i progetti furono esposti alla \u201cMostra delle Grandi Opere Ferroviarie\u201d, che si tenne a Londra. In tale occasione, tutti ebbero modo di notare il grande sforzo che era stato fatto per poter dotare anche l\u2019Italia meridionale di una struttura ferroviaria adeguata.<\/p>\n\n\n\n<p>La linea ferroviaria era servita per togliere la Calabria da un secolare isolamento, soprattutto la zona del Poro e della costa dove, alla scarsa viabilit\u00e0, si aggiungeva l\u2019inclemenza del territorio costituito da monti e vallate difficili da percorrere. Quindi, in queste zone comprese dall\u2019altopiano fino al mare, il treno fu vissuto come un miracolo del tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>I tecnici dell\u2019epoca si mostrarono all\u2019altezza della situazione: opere veramente ardite, concepite con intelligenti architetture, si trovano ancora oggi lungo tutto il tracciato.<\/p>\n\n\n\n<p>Imponente fu lo sforzo tecnico e di uomini e mezzi, con grandi sacrifici anche di vite umane. Quando il posto non consentiva il rifornimento agevole dei materiali, per permettere l\u2019esecuzione dell\u2019opera, furono mobilitate tutte le forze locali: dai muli, ai buoi, alle donne; tutti erano adibiti al trasporto dei materiali da costruzione.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel tratto ferroviario che va da Tropea fino a Ricadi, il tracciato della linea si insinuava a mezza costa serpeggiando a ridosso del mare ad una quota di settanta metri.<\/p>\n\n\n\n<p>Di particolare imponenza, fra le opere realizzate nella tratta Tropea-Ricadi, fu il ponte sul torrente La Brace. Fu necessaria la costruzione di un viadotto a cui, negli anni successivi alla Prima Guerra Mondiale, ne venne affiancato un altro in previsione di un raddoppio della linea. I due manufatti, sia pure di epoche diverse, erano stati eseguiti con cura e grande arte costruttiva. Le reazioni entusiastiche esprimevano la fede illuministica nel progresso e nelle capacit\u00e0 umane. Esse rappresentavano anche gli interessi dell\u2019aristocrazia che accettava ben volentieri la novit\u00e0 in quanto permetteva movimenti pi\u00f9 agevoli; le voci contrarie evidenziavano il timore di uno snaturamento dei luoghi e il desiderio quindi di rimanere ancorati alle certezze del passato.<\/p>\n\n\n\n<p>Tali manifestazioni, comunque, erano entrambe espressione del turbamento profondo prodotto dal treno, congegno capace di sconvolgere i vecchi canoni del viaggiare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La nascita del ponte della Brace, risale al finire dell\u2019Ottocento quando si doveva decidere il tracciato della linea ferroviaria. In quegli anni ci fu una grandissima disputa, tra le citt\u00e0 di Tropea e Monteleone: entrambe rivendicavano il passaggio della strada ferrata e una stazione propria. 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